L’arricchimento dell’Atletica Gavirate:
il gruppo amatori
 
 
La 3a Lago Maggiore Half Marathon, Pallanza/Stresa 7 marzo 2010.

Da ormai due anni al giovane e vincente sodalizio di Carmine Pirrella, si è aggiunto un gruppetto di attempati amatori che gira le kermesse della zona in cerca di gloria, ma trovando più di frequente sudore, fatica e sano divertimento.
Domenica 7 marzo appuntamento oltre Verbano in terra piemontese per l’affascinante LGHM, mezza maratona del Lago Maggiore alla terza edizione.
Qualcuno è alla prima esperienza sui 21 Km, qualcun altro memore della stupenda giornata di sole dell’edizione 2009 scorda inconsciamente la fatica sopportata a coprire la distanza fra Stresa e Pallanza.
Tutti indistintamente rimaniamo indifferenti alle apocalittiche previsioni meteorologiche condivise fra l’altro dal mitico Professor Furia e dalla infallibile ‘La Meteo’ svizzera: si parla di neve abbondante su tutto il Piemonte.
La neve ci viene risparmiata: solo un freddo vento di Mergozzo, divinità minore locale, spira gelido dall’Ossola verso il Lago. Quest’anno si corre da Pallanza a Stresa, per bacco, tutta discesa !?
Parcheggiamo all’imbarcadero di Stresa e via in battello sulle plumbee acque del lago verso Pallanza.
Il battello è stracolmo di atleti ostentanti gli sgargianti colori di guerra; di vaniloqui tratteggianti imprese epiche in terre misteriose e di occhi sgranati a captare qualche lieve fiocco di neve oltre la plastica appannata dei finestroni.
La bassa temperatura ci risparmia gli effluvi odorosi delle miracolose pomate, parte essenziale di riti propiziatori per la buona riuscita del cimento.
Una timida occhiata di sole saluta lo sbarco dei 600 valorosi alla vana ricerca di un luogo appartato dove esplicare i propri bisogni fisiologici in attesa dell’evento, bossi, camelie e calicanti non vengono risparmiati.
Foto di rito, consegna delle sacche e posizionamento nelle rispettive gabbie di partenza.
Siamo più di 2000 !!!!!
Pronti via salutati dal rumoroso volar dell’elicottero e dalla presenza di Linus il DJ che deve trainare il successo alla Milano Marathon dell’11 aprile.
Renato e Walter là davanti subito dietro i professionisti, io con Daniele accucciati nelle posizioni di rincalzo contiamo più di un minuto e mezzo prima di passare davanti allo starter.
Primi chilometri in leggera salita su per il promontorio verso Intra poi a precipizio di nuovo sul lungo lago di Pallanza a ripassare verso il quinto chilometro dallo striscione di partenza.
Qui Daniele mi saluta e si avvia baldanzoso verso fondo Toce mentre il vento di Mergozzo frusta carognino i nostri volti. Io seguo a distanza mantenendo un passo per me più che onorevole sui 5.10 al chilometro. Da qui la mia corsa segue quella di un gruppetto di 6-7 ragazzi che si allarga, si stringe, sbuffa impreca con il freddo fino al ristoro del 10 Km. La bevanda salina mi scende nello stomaco a come fosse ghiaccio appena fuso. La necessità di reintegrare i sali mi obbliga ad una sosta forzata per sorseggiare lentamente il liquido senza danni per il mio delicato apparato digerente..
Poi via di nuovo nella parte più noiosa della corsa in tristi stradine nella Riserva Naturale Fondo Toce, regno di folaghe ed anatroni ora rintanati in attesa della neve promessa; e invece niente, e noi su, lungo il Ponte sul Toce e poi giù in disperate stradine sotto i piloni della ferrovia del Sempione e della superstrada dell’Ossola e finalmente, dopo Feriolo è di nuovo Verbano con le sue decantate Isole Borromee lì a portata di mano su un lago ora più colorato e meno nemico.
Al 15° Km il passo è sempre più fiducioso e la salitella al 16° non fa male e poi via attraverso Baveno con l’incanto del Maggiore alla mia sinistra e Daniele lì appena più avanti.
Caspita l’ho ripreso, gli allungo una caramella, lo incito ma poi lo saluto, forza ci vediamo al traguardo. L’ultima asperità prima di piombare sul lungo lago di Stresa prova la mia resistenza, ma l’incrocio con il leggendario Fly da Arluno, di ritorno dal traguardo sfoggiante una forma da maratoneta alla ricerca del tempo perduto, mi sprona e una volta su in cima, lo scivolar mi è dolce verso l’arrivo in questo lago: 1303esimo assoluto, un’ora e cinquanta di tempo reale: sono stato proprio bravo.
Medaglia al collo, ritrovo il Walter 1.35 e il Renato 1.30, 10° di categoria M55. Drogati !
Poco dopo arriva Daniele alla sua prima mezza: grandissimo !
Per quelli veri ha vinto il keniano Musyoki tra gli uomini e la keniana Mathathi tra le donne.
Il tempo di 1h02.35 ha permesso all’atleta africano di imporsi sull’austriaco Weidlinger giunto a soli 5 secondi.

Per chi volesse unirsi alla festa gli appuntamenti già fissati sono:
Prossimo appuntamento la corsa di Bardello di domenica 14 marzo, poi il cimento dell’11 aprile alla Maratona di Milano, il tutto corso in prospettiva ed in preparazione alla mitica e leggendaria Grupelava del Decennale da corrersi tutta di un fiato la sera del 9 Luglio a Groppello di Gavirate.
Lì dovremo dare il massimo !
Ciao a tutti
robi